“BASILICA DI SANTI TRIFONE E AGOSTINO” Madonna del Pellegrino del Caravaggio (1605)

4 A due passi da Piazza Navona, nel Rione Sant’ Eustachio sorge uno dei luoghi di culto più belli di Roma.

Sorta a cavallo tra Trecento e Quattrocento al posto della precedente San Trifone, a fine secolo fu ampliata, ne fu modificato l’orientamento e le venne aggiunta la scalinata per difenderla meglio dalle piene del Tevere.

La facciata, forse su progetto di Leon Battista Alberti, è opera di Jacopo da Pietrasanta che utilizzò il travertino cavato dal Colosseo. La sua cupola fu la prima ad essere costruita.

In ottobre del 1999 divenne, grazie a Papa Giovanni Paolo II, Basilica Minore.

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La Basilica contiene un dipinto del grande Caravaggio databile 1604-1606 e conservato nella Cappella Cavalletti.

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Il dipinto ci mostra la Madonna vestita in abiti da popolana con Gesù Bambino in braccio e due pellegrini davanti a lei, riconoscibili dalle mani giunte in atteggiamento di preghiera e dai bastoni, nonché dalle vesti sdrucite e dai piedi nudi e gonfi messi in primissimo piano.

Della Madonna merita sottolineare ancora la posizione delle gambe e dei piedi, che sono alzati da terra, pur toccando la soglia della casa di Loreto.

È l’unico particolare che ricorda l’iconografia tradizionale della Vergine di Loreto, rappresentata in volo con la Casa della Vergine che la tradizione vuole portata dagli Angeli da Nazaret alla località marchigiana.

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Ciò che, soprattutto, merita attenzione nella Madonna di Caravaggio è il diverso abbigliamento della Vergine e dei due pellegrini.

La Madonna indossa gli abiti che la tradizione le attribuiva, sebbene ai tempi di Caravaggio la simbologia dei colori potesse aver perso la sua evidenza.

La Madonna dei Pellegrini indossa vesti di tonalità blu e rosse, i colori che tradizionalmente rappresentano l’umano ed il divino,  mentre i pellegrini sono vestiti con abiti di foggia contemporanea all’età del Caravaggio.

Il Caravaggio riuscì anche con questa opera a scandalizzare clero e popolo e uno dei vari motivi fu dipingere dei piedi nudi e gonfi, fu accusato, infatti, per questo, di volgarità ma per il Caravaggio essi sono il simbolo dell’ubbidienza e della devozione, quindi vanno esaltati e non occultati.

I due pellegrini, dopo un viaggio pieno di stenti e dopo il giro attorno alla Sacra Casa, vengono ricompensati con l’apparizione di Maria e di Gesù, qui raffigurato non propriamente neonato, ma quasi ragazzino, che li benedice.

Io adoro il Caravaggio, io adoro Roma!

Massimo Lato

 

 

 

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