“Sette opere di Misericordia” sopra un muro del Gemelli!

23794999_2000928116590321_3585991820400284624_n.jpg L’artista Andrea Ravo Mattoni ha riprodotto le “Sette opere di misericordia” di Caravaggio su una facciata della Residenza Sanitaria di Ospitalità Protetta del Policlinico Universitario Gemelli a Roma trasformando la città in una galleria d’arte a cielo aperto.

maxresdefault.jpg

 È stata da poco completata la gigantesca opera di street art dell’artista Andrea Ravo Mattoni che, con la sua riproduzione sulla parete esterna del Policlinico Agostino Gemelli a Roma, ha voluto rendere omaggio a Caravaggio. L’opera di Ravo ritrae il dipinto “Le sette opere della Misericordia” di Michelangelo Merisi, noto come il Caravaggio, conservato oggi presso il Pio Monte della Misericordia di Napoli. L’intervento di street art, iniziato il 10 novembre su una delle due pareti esterne della Residenza Sanitaria di Ospitalità Protetta del Policlinico Agostino Gemelli, verrà inaugurato al pubblico il 13 dicembre 2017

23550257-1992066447476488-3149980719744916067-o-1024x576.jpgOgni autore e opera scelto da Andrea Ravo Mattoni ha un preciso legame con il territorio dove viene riprodotta. L’intervento di street art diventa così il pretesto per creare un legame tra passato e presente e con il contesto. L’artista non dà alcuna interpretazione dell’opera classica, nessuna aggiunta o “creazione”. Il progetto intende proporre a cielo aperto una collezione d’arte generalmente chiusa nei musei, non come critica alle istituzioni culturali ma per dare loro maggiore visibilità. Ogni riproduzione di Ravo è infatti affiancata dall’indicazione del museo o sala museale dove si trova l’opera originale. Solo così è possibile avvicinare le persone all’Arte e contemporaneamente risvegliare interesse culturale verso i territori dove le opere vengono riprodotti.

800px-caravaggio-sette-opere-di-misericordia-1607-naples.jpg

  Caravaggio – Sette opere di Misericordia (1607, Pio Monte della Misericordia – Napoli)

Michelangelo Merisi, noto come Caravaggio, ha realizzato le “Sette opere di misericordia” per l’istituto della Congregazione del Pio Monte, a Napoli. L’opera, completata tra il 1607-1608, è la rappresentazione delle sette opere di Misericordia corporali.

Secondo il Vangelo di Matteo sette sarebbero le richieste fatte da Gesù per ottenere il perdono dei peccati ed accedere al Paradiso, che Caravaggio riesce a rappresentare in un’unica scena all’interno del suo dipinto: Dar da mangiare agli affamati. Dar da bere agli assetati. Vestire gli ignudi.

Dare rifugio ai pellegrini. Visitare i malati. Visitare i carcerati. Seppellire i defunti. Le “Sette opere di misericordia” può sembrare una semplice scena di genere, ma in realtà è un opera molto complessa che descrive tutte le azioni da fare per ottenere il perdono dei peccati ed accedere al Paradiso.

Il dipinto è dominato nella parte più alta dalla scena della Vergine con il Bambino in braccio, scortati da due angeli, appena visibili. In basso si svolge tutta l’azione: a destra c’è un uomo che si sta nutrendo dal seno di una donna. Probabilmente si tratta di Cimone, che, secondo la storia, venne condannato a morire di fame all’interno del carcere e che riuscì a salvarsi grazie al nutrimento fornito dal seno della figlia Pero: la scena ritrae perfettamente il “dar da mangiare agli affamati” e “il visitare i carcerati”. La scena continua con un’immagine che riproduce la settima opera di misericordia “Seppellire i defunti”.

Poi si intravede un cavaliere intento a dare un mantello ad un povero uomo nudo di spalle (“vestire gli ignudi”) e contemporaneamente avvicinarsi ad uno storpio (“visitare gli infermi”). Dietro si può scorgere un uomo che beve acqua da una mascella d’asino (“dar da bere agli assetati”).

Quest’ultima scena probabilmente si rifà all’aneddoto secondo cui Sansone riuscì a sopravvivere nel deserto grazie al Signore, che fece sgorgare acqua dal nulla. Accanto a Sansone, sulla sinistra, si possono notare due uomini che conversano, uno dei quali indossa un grande cappello con una conchiglia, che era il simbolo del pellegrinaggio a Santiago de Campostela (“dare rifugio ai pellegrini”).

BlogRomaisLove

andrea-ravo-mattoni-sette-opere-di-misericordia-04

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.