L’arte del pizzaiuolo napoletano patrimonio culturale dell’Umanità Unesco!

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E’ di oggi l’annuncio:  “L’arte del pizzaiuolo napoletano  patrimonio culturale dell’Umanità Unesco”!

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La notizia che l’Arte del pizzaiuolo napoletano nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco è stata accolta con gioia dai napoletani. Il centro dei festeggiamenti all’Antica Pizzeria Brandi dove si sono messi al lavoro gli artisti Unesco della pizza, anche con esibizioni acrobatiche, e tanta gente per il ritorno della tradizione della pizza sospesa: offerta a coloro che non possono permettersi di pagarla. Fu proprio lì, leggenda vuole, dove lavorava il cuoco Raffaele Esposito che nel giugno 1889 fu convocato al Palazzo di Capodimonte, residenza estiva della famiglia reale, perché preparasse per Sua Maestà la Regina Margherita le sue famose pizze.

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La pizza per la prima volta venne così realizzata con pomodoro, mozzarella e basilico, che rappresentavano la bandiera italiana. 

Lo annuncia il Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina su Twitter. “Vittoria! Identità enogastronomica italiana sempre più tutelata nel mondo“, sottolinea. Dopo 8 anni di negoziati internazionali, a Jeju, in Corea del Sud, voto unanime del Comitato di governo dell’Unesco per l’unica candidatura italiana, riconoscendo che la creatività alimentare della comunità napoletana  unica al mondo.

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L’arte dei pizzaiuoli napoletani  è il settimo “tesoro” italiano ad essere iscritto nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. L’elenco tricolore comprende anche l’Opera dei pupi (iscritta nel 2008), il Canto a tenore (2008), la Dieta mediterranea (2010), l’Arte del violino a Cremona (2012), le macchine a spalla per la processione (2013) e la vite ad alberello di Pantelleria (2014).

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Accanto al patrimonio culturale immateriale, l’Unesco  ha riconosciuto nel corso degli anni anche un elenco di siti, e proprio l’Italia è lo Stato che ne vanta il maggior numero a livello mondiale. Significativamente però gli ultimi elementi ad essere iscritti negli elenchi, dallo Zibibbo di Pantelleria alla Dieta Mediterranea, fanno riferimento al patrimonio agroalimentare made in Italy, a testimonianza della sempre maggiore importanza attribuita all’alimentazione.

Non a caso il 2018 è stato proclamato l’anno internazionale del cibo italiano nel mondo!

Francesca Zanetti
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