Crescere figli maschi…Oh, yeah! Ma tanto yeah!

mammaMi è sempre piaciuto un sacco giocare con i maschi da piccola, e continuo ad essere circondata da tanti ma tanti amici e colleghi maschi ...Forse aiuta… I maschi sono degli antidepressivi naturali che, assunti regolarmente, contribuiscono in maniera sostanziale a elevare il mio stile di vita 😉

Le amiche femmine le ho scoperte più tardi nella vita. Quando aspettavo Valerio, in cuor mio avevo il terrore che fosse maschio. Ma non poteva essere. No. Io avrei avuto una bellissima bambina che avrei chiamato Domizia 🙂 No… non è maschio, e poi… dai… come vuoi chiamarlo un maschio?

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Non esistono nomi da maschio. Il tempo passava e alla morfologica, la certezza. Il ginecologo disse, testuali parole: “E quello è… beh, signora, non ci sono possibilità di errore vede? beh, io… rimasi un attimo ecco… sconvolta. Poi pian piano mi abituai all’idea, come tutte, e… fine della storia? 

No.

Perché non è che tutto finisca col comprare tutine azzurre invece che quella stupenda gonnellina pizzosa, che se fosse stato femmina avresti acquistato in 5 taglie diverse e 5 colori differenti… no! Avere un figlio maschio è un’esperienza di vita. Sul serio. Servono istruzioni per l’uso.

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Almeno… a me si!

A voi no? I maschi, si sa, sono MASCHI da subito 🙂 Nel loro sangue scorrono auto e gnocche già a 10 mesi.  Riconoscono la differenza tra un escavatore e una betoniera prima di saperne pronunciare il nome.  Avere un figlio maschio significa tante altre cose, molte anche serie.

E noi siamo donne che vogliono crescere uomini in gamba, non maschi viziati, arroganti e prepotenti o, peggio, violenti.

 I ragazzi non diventano adulti in modo indolore. Non basta rimpinzarli di cereali e rifornirli di magliette pulite perché un bel giorno si risveglino uomini. È necessario seguire una strategia… Ecco la mia:  

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Crescere figli maschi di Steve Biddulph 💪

Il problema è capire cosa è loro necessario e quando. Cosa racconta Steve Biddulph?

Che i maschi crescono in modo diverso dalle femmine, che sono fragili, che hanno una componente che si chiama testosterone con cui è bene fare subito i conti , perché se ben incanalata trasforma un ragazzino in un eroe, e non in uno stronzo, arginando, se non evitando, maschilismo, bullismo, omofobia e ginecofobia.

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Dice che un ragazzo, un adolescente, non è una scatola nera difficile da interpretare e da maneggiare: nel suo sviluppo a stadi (tre, semplici semplici) si può seguire e guidare per accogliere insieme l’uomo che diventerà… Perché spiega esattamente a cosa dobbiamo guardare nell’ interagire con un maschietto per incoraggiarne gli aspetti positivi e scoraggiarne quelli autolesionisti.

È tutta colpa del testosterone, ci sono delle fasi di crescita che come madre di maschio tutto da manuale, riconosco immediatamente… Adesso però so come devo prenderlo o almeno spero 😂 

Antonella 

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