Solidarietà per Davide Morana

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Davide, un ragazzo di 24 anni, ha bisogno della nostra solidarietà!

Davide, un ragazzo normale, con la gioia che sempre lo ha caratterizzato, stava avendo una vita più che normale, piena di impegni: andavae a lezione al mattino, lavorava nel pomeriggio, trovava sempre spazio per il nuoto, la corsa, la cucina, gli amici ed i suoi immensi hobby.

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Un pomeriggio di gennaio si sentì male e si recò al pronto soccorso. Aveva la febbre alta e un malessere generale, con forte mal di gola e rigidità alla mascella. Dopo sei ore di attesa al pronto soccorso e con i risultati degli esami del sangue e delle urine perfetti, tornò a casa, alle due di notte, con una diagnosi ben precisa: influenza. Tuttavia, tornato a casa, Davide andava via via peggiorando. La febbre salì quasi a 39° e cominciò a vomitare. In quel momento, però, non sembrava affatto strano tutto ciò, considerando che i medici avevano riferito che quest’anno l’influenza era molto forte e si presentava anche con vomito.

Qualche ora dopo, al risveglio, Davide non stava affatto bene, anzi sul suo viso erano apparse piccole macchie di un colore tra il marrone e il rosa. Era stremato, senza forze.  Si corse nuovamente all’ospedale. Non si aveva la più pallida idea di cosa avesse potuto significare questo nuovo sintomo, non si capiva nulla di cosa stesse accadendo. Si sentiva letteralmente morire dentro, stava morendo.
Non appena i medici lo videro, vennero travolti dall’agitazione e da lì in poi fu tutto molto veloce. Lo portarono immediatamente all’unità di terapia intensiva, comunicando che poteva trattarsi di meningite batterica.

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24/48 ore. Questo era il tempo in cui il suo corpo avrebbe deciso tra la vita e la morte. Davide, però, voleva continuare a vivere e grazie a questa sua grande voglia di combattere fino alla fine, ha vinto la guerra, la quale sembrava persa già in partenza.

Ma Davide ha continuato a sorridere alla vita…

La lunga strada della ripresa ebbe così inizio. Il cuore ed i polmoni si erano ripresi al meglio e dopo una settimana di coma farmacologico, cominciò pian piano a svegliarsi. C’era la probabilità che la malattia avesse colpito il sistema nervoso, danneggiandolo in alcune sue parti e funzioni, ma, con grande sollievo, si scoprì che il suo cervello era rimasto illeso.  Riconosceva tutti, ricordava tutto, si muoveva e cercava di parlare, anche se la sua voce non suonava ancora, a causa della respirazione assistita e, in seguito, della tracheotomia. Ma non tutte le notizie erano buone. I reni non funzionavano e le grandi macchie viola erano diventate delle grandi lastre nere.

Cominciarono dicendo che le dita delle mani e dei piedi dovevano essere amputate, ma che il resto del suo corpo era fuori pericolo. Tuttavia, la necrosi progrediva rapidamente e i medici, a quel punto, dovettero agire di conseguenza.

 Davide fu sottoposto, in una sola settimana, a quattro difficili operazioni, all’amputazione dei sui quattro arti.

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Ma come ha affrontato Davide tutto ciò?

Con un sorriso.

Dopo la prima operazione, la devastazione era totale. Si temeva la reazione di Davide, che, dopo l’effetto dell’anestesia, si svegliasse vedendosi con un braccio in meno. Si immaginava il peggio, una reazione terribile che, in questo caso, risultava la più ovvia e comprensibile. Depressione, sconfitta, non aver più voglia di vivere. Eppure, era lì nella sua stanza, sorridente e felice di vedere le persone a lui più care accanto a sé. Soltanto poche ore dopo l’amputazione cominciò a far battute sul suo moncone.

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Una volta svolte tutte e quattro le operazioni, giornalmente passavano psichiatri e psicologi per cercare di monitorare quello che era il suo stato mentale, ed ogni giorno che passava rimanevano sempre più perplessi su come Davide stesse rispondendo a ciò che gli era capitato; era straordinario, sorprendente, spiazzante, quasi innaturale.

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Davide rimase in ospedale per 87 giorni. È lui che ha reso facile, estremamente facile, una cosa così terribile ed inimmaginabile come questa. Quando lo stavano portando in sala operatoria per un’amputazione faceva l’occhiolino, mandava baci e usciva fuori la lingua. E poi, le sue battute “Oggi ho dormito così profondamente”, “Ti darei una stretta di mano, ma non ne ho più” fecero ridere chiunque. Si è anche fatto grandi amici in ospedale, contagiando il suo buon umore e il suo desiderio di vivere a tutto il personale.

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E ora ha bisogno del nostro aiuto ...

Davide non fa altro che contare i minuti e i giorni che mancano all’inizio della riabilitazione protesica, cosa che gli permetterà di tornare ad essere indipendente. È una forza della natura! Saprà realizzare tutto ciò che gli verrà proposto, superando tutti gli ostacoli e i limiti che la vita gli ha posto davanti.

Aiutiamo Davide… aiutiamo questo spettacolare sorriso!!!!

Come fare? Visitate il suo sito... siate numerosi!!!!

Grazie ❤

​Simonetta

 

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