Sagra del Tartufo a Canterano – 13-14 e 19-20 ottobre 2018

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Sagra del Tartufo a Canterano

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La sagra del tartufo di Canterano non lascia, anzi raddoppia! Quest’anno, nel piccolo e grazioso borgo dell’Alta Valle dell’Aniene, saranno ben due i weekend dedicati al prezioso tubero, racchiude tutti gli aromi dei boschi nei quali cresce.

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L’appuntamento è fissato per il 13 e 14 e il 20 e 21 ottobre con gli stand gastronomici – aperti il sabato dalle 12 alle 22 e la domenica dalle 12 alle 17 – che proporranno sapori e di profumi inconfondibili: quelli del tartufo nero pregiato e del tartufo scorzone, tutti rigorosamente locali e raccolti nei dintorni del paese, che esalteranno le bruschette, la pasta fatta in casa e le uova.

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Tartufo e ricette tradizionali

Fra i prodotti più amati a ogni latitudine, il tartufo ha ammaliato gli amanti della buona cucina sin dai tempi degli Antichi Romani; Plinio lo definì “un miracolo della natura”, Giovenale “un figlio del fulmine” e Plutarco “il frutto del connubio perfetto fra le piogge, il calore e la terra”. E così anche quest’anno, nel grazioso borgo incastonato sotto gli Appennini in provincia di Roma, sarà difficile resistere al richiamo di un evento nel quale la gioia del palato e il divertimento sono assicurati: ad accompagnare le prelibate ricette proposte sarà il corposo vino rosso della zona, mentre gli spettacoli di musica popolare dal vivo faranno da divertente sottofondo alla festa.

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Visitare Canterano nei giorni della Sagra del Tartufo

Il tutto all’interno di un luogo dal fascino magico abitato da meno di 400 persone, dove il tempo sembra essersi fermato; tra una portata e l’altra i visitatori potranno andare alla scoperta delle bellezze di Canterano, che si affaccia sulla conca dell’Aniene, dal quale si possono ammirare dall’alto i monasteri di San Benedetto e di Santa Scolastica, oltre al maestoso Monte Livata; nelle giornate in cui il cielo è più limpido, è possibile scorgere la parte bassa di Subiaco, quella alta di Cervara e ancora il Monte Pillone.

fettuccine al tartufo

Il borgo è circondato da boschi ricoperti di castagne e grandi terrazze coltivate a viti, olivi, e nocciole: un vero paradiso che in questo periodo dell’anno inizia a “vestire” gli splendidi colori autunnali. Da queste parti la presenza dell’uomo ha origini antichissime che riportano addirittura alla popolazione dei Pelasgi, nomadi provenienti dalla Mesopotamia che, passando dalla Siria, si stabilirono sulle coste laziali fino alle alture della Valle dell’Aniene: i resti di antiche mura poligonali confermano questa tesi, e proprio nei pressi di questi resti è possibile addentrarsi in profonde grotte sotterranee che furono utilizzate come riparo dalle popolazioni che per millenni hanno abitato questi luoghi.

Francesca Zanetti
colosseologo

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