“Cristiano Carotti” Stessa spiaggia stesso mare๐ŸŒŠ

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Cristiano Carotti presenta : Stessa spiaggia stesso mare.

Cosa ha trasformato, nella visione di un artista, lโ€™icona per eccellenza dellโ€™italiano medio vacanziero in un rozzo strumento di autodifesa popolare? Comโ€™รจ stato possibile che il Mediterraneo tornasse a essere percepito dallโ€™opinione pubblica come un simbolo di paura e minaccia, le emozioni cioรจ che il mare nostrum suscitava nei marinai di un tempo anteriore alla modernitร ? Sono queste le domande al centro di Stessa spiaggia, stesso mare la personale di Cristiano Carotti.

C23Artista che si muove fra pittura, scultura, installazione e video, Carotti con questa nuova personale aggiunge un ulteriore tassello alla propria ricerca sulle dinamiche sociali, indagate nelle loro derive piรน estreme attraverso lo studio del potere archetipico del simbolo allโ€™interno delle comunitร . In particolare, le opere di Stessa spiaggia, stesso mare fanno parte del lavoro legato allo studio del Mediterraneo e dei piรน recenti flussi migratori che lo stanno interessando. Riprendendo alcuni motivi dei miti classici, riattualizzati secondo la propria poetica, Carotti ci spinge a riflettere sulle reazioni scomposte che questi fenomeni provocano nellโ€™opinione pubblica e sul nuovo significato minaccioso del mare nellโ€™immaginario della societร  italiana ed europea.

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Durante il periodo classico le leggende che circondavano il bacino del Mediterraneo vedevano protagonisti terribili mostri e incredibili creature marine che lo governavano e proteggevano: un viaggio in mare a bordo di una trireme era certamente una faccenda pericolosa e figure come Scilla o Cariddi servivano per tenere lontani i naviganti dalle zone piรน difficili. Oggi, parole come “invasioneโ€ e โ€œconquistaโ€ hanno preso il posto โ€œnaufragioโ€ e โ€œmulinelloโ€ come nuovo vocabolario della paura legata al mare. E cosรฌ, un pedalรฒ, icona nazional-popolare delle agognate ferie, delle vacanze piรน spensierate, diventa, fra le mani di Carotti che lo arma e lo militarizza, lo strumento goffo e ridicolo di chi si lascia coinvolgere dalla paura, pretestuosa e forcaiola, dei migranti.
Di chi esulta di fronte allโ€™agghiacciante frase โ€œbisognerebbe affondarli in mareโ€.ย 
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Opera che riassume in sรฉ gran parte del senso di questa mostra, il pedalรฒ armato dal titolo Seagull SS17 โ€“ prototipo per strumento di autodifesa popolare (165x390x220cm, metallo, plastica, smalto โ€“ 2018) รจ unโ€™installazione in grado di mostrare la doppia faccia dei nuovi fenomeni xenofobi legati ai movimenti populisti: uno strumento rozzo ed inappropriato ma al contempo pericoloso e minaccioso. Il mezzo perfetto per il cittadino qualunque in procinto di affrontare un mare nuovamente pieno di mostri mitologici.

46821442_1132080913633902_3983681874705776640_o.jpgAlla creazione di una nuova mitologia contemporanea ispirata allโ€™epoca classica, ci pensano invece, piรน propriamente, le 18 sculture di ceramica (Scilla I-XVIII, 2018) di diversa forma e colore โ€“ ma accomunate da espressioni minacciose e terrificanti โ€“ raffiguranti creature con la testa da lupo e il corpo di serpente marino, al posto degli antichi tritoni e torpedini. O la scultura, esposta al piano inferiore della White Noise Gallery, che rappresenta una Cariddi contemporanea, metร  sirena e metร  culturista, concepita come fosse un otre romana recuperata dal fondo del mare, durante un ritrovamento archeologico.

C5Fino ad arrivare a allโ€™opera pittorica Shipwreck of the Birds (280x180cm, olio su tela, 2018), un vortice visivo ispirato dal famoso quadro La Zattera della Medusa di Thรฉodore Gรฉricault che racchiude in un valzer infernale tutte le figure di questa nuova mitologia in cui le creature mitiche hanno perso il loro ruolo di monito per diventare simbolo grottesco di paura pura.

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White Noise Gallery
via della Seggiola 9, 00186 Roma

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