Ipnosi regressiva e controllo mentale nella vita di tutti!

DONNAEvento imperdibile per dottori e studenti di psicologia, ma anche per chiunque abbia interesse a saperne di più su terapie contemporanee, discusse ma indubbiamente interessanti: il 16 febbraio, all’interno dell’Oly Hotel di Roma, avrà sede un prestigioso corso internazionale d’ipnosi regressiva, a cura del dottor Marco Paret, direttore dell’Istituto Internazionale di Ipnosi e Comunicazione non Verbale di Nizza.

L’ipnosi può essere usata per correggere molti difetti della nostra persona. Diversi psicoterapeuti hanno avuto ottimi risultati della sua applicazione nel trattamento di stati d’ansia e attacchi di panico, ma anche per smettere di fumare, rimuovere fobie o per ottenere un benessere generalizzato.

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Ipnosi come esplorazione

Il trattamento dell’ipnosi regressiva consiste in uno stato di abbandono psicosomatico del paziente. Questi raggiunge uno stato di dormiveglia grazie a una serie di suggestioni indotte dallo psicanalista. Solo successivamente, quest’ultimo cercherà di portare alla luce eventuali traumi, la possibile genesi di un comportamento abitudinario, o persino la radice di un’idea ossessiva.

Del resto la psicanalisi, da Freud in poi, riconosce l’importanza dell’inconscio quale principale motore di ogni nostra azione o pensiero.

PSICOLOGIA

Ad aver dato un contributo fondamentale allo sviluppo di terapie innovative come l’ipnosi regressiva fu lo psichiatra e psicoterapeuta americano Milton Erickson, il quale allargò la concezione dell’inconscio all’idea che sia anche il terreno fertile per una guarigione. In pratica, impegnandosi in un dialogo con il paziente in stato di trance, il terapista può indagare il vissuto e il mondo mentale di quest’ultimo. Partendo dal presupposto che ciascuno costruisce la propria idea delle cose inconsciamente, si può utilizzare questo concetto come base per intercettare e risolvere le ferite sommerse e i disagi personali.

gettyimages-862457080-1024x1024.jpgIpnosi nell’immaginario

Tecniche come quella dell’ipnosi sono tutt’oggi oggetto di dibattito, generalmente per il fatto che alcune terapie di questo tipo vengono considerate da tanti ai limiti della cosiddetta “pseudoscienza”.

Ma è probabile che la sfiducia verso terapie alternative come questa sia dovuta a quell’alone di mistero e inquietudine che anche l’arte e la letteratura hanno saputo rappresentare. Gli evidenti elementi di perdita di coscienza e l’apparente controllo esterno fanno paura all’uomo medio e hanno ispirato molti autori. Impossibile non citare il capolavoro dell’espressionismo cinematografico tedesco: Il gabinetto del dottor Caligari.

mente-1.jpgComunque la si pensi, è innegabile che questo tipo di terapie abbiano portato giovamento a molte persone.

Attraverso queste tecniche è possibile conoscere più a fondo se stessi, e di conseguenza comprendere meglio gli altri. Di come è possibile applicare queste conoscenze nella vita pratica ce ne ha dato dimostrazione Liv Boeree, nel programma televisivo Fenomeni del Controllo Mentale. Lei, pokerista di successo, ha dichiarato che ha migliorato i suoi risultati da quando si fa seguire da un ipnoterapista e da un mental coach prima di ogni importante torneo.

Ipnosi come complemento

Quel che ci interessa sottolineare è come terapie alternative, quali l’ipnosi, possano fungere da complemento a terapie più accettate dalla comunità scientifica quali lo psicodramma. Questi, basato sul rivivere esperienze significative se non traumatiche, attraverso il supporto di un regista teatrale e di attori, aiuta a rielaborare blocchi emotivi e angosce latenti, anche se precedentemente analizzate in delle sedute ipnotiche.

Prendiamo come esempio recente di visione speculare un interessante spettacolo teatrale, appartenente alla rassegna Traste-Storie svoltasi l’anno scorso nel Teatro Trastevere, chiamato Amore, ti odio. Lo spettacolo, basato sugli eccessi del sentimento amoroso e le sue conseguenze, ha permesso al pubblico, attraverso la figura di due joker appartenenti al pubblico (tra cui uno psicanalista), di elaborare le emozioni interpretate insieme agli stessi attori, al punto da poter modificare la storia stessa.

TESTAIl controllo mentale è possibile non come strumento manipolatorio verso gli altri, ma per cambiare sé stessi, iniziando a smussare gli spigoli della propria personalità, che ci causano sconforto e che sono all’origine di tutti i disagi quotidiani.

Una volta scoperte le zone recondite del proprio inconscio, ciò che resta da fare è elaborarle e trasformarle da sé, non solo con l’aiuto tradizionale dello psicoterapista, ma oggi anche con il prezioso supporto di un ipnologo.

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