Gran brutta malattia, il razzismo, più che altro strana: colpisce i bianchi ma fa fuori i neri diceva Einstein☯

22“Gran brutta malattia, il razzismo, più che altro strana: colpisce i bianchi ma fa fuori i neri“ diceva Albert Einstein… e non solo i neri aggiungerei 🙁

Credo che il razzismo sia una delle piaghe peggiori del nostro tempo e forse è importante, ora più che mai, saperlo riconoscere, nelle sue mille sfacettature, per poterlo estirpare. Non bisogna averne paura, va piuttosto compreso per meglio maturare la volontà di liberarsi definitivamente della sua scomoda presenza.

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Ora come allora, continua ad essere una gran brutta malattia il razzismo, e continua ad essere strana: chi ne è ammalato non ne soffre, facendo, invece, soffrire gli altri, e ne è portatore per lo più inconsapevole.

Raramente chi è razzista si riconosce e si rappresenta come tale. Per lo più si definisce vittima di coloro verso i quali si indirizza il suo odio razzista. E trova mille “argomenti” per giustificare il proprio razzismo. Generalizzazioni, distorsioni e preconcetti… Come recitava Francesco Paolantoni: “Non siamo noi che siamo razzisti, sono loro che sono napoletani!”… oppure mi viene in mente questa di Ellekappa che suonava così: I terroni non so, ma noi italiani non siamo razzisti.

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Sono solo esempi di storie passate… ma che fanno ricordare il pensiero di Nelson Mandela vero anche oggi, da noi: “Nessuno nasce odiando i propri simili a causa della razza, della religione o della classe alla quale appartengono. Gli uomini imparano a odiare; e, se possono imparare a odiare, possono anche imparare ad amare, perché l’amore, per il cuore umano, è più naturale dell’odio.”
Fanno pensare anche le parole di Gore Vidal, scrittore, saggista, sceneggiatore, attore e drammaturgo statunitens: “Ho sempre trovato strano che una nazione la cui prosperità è basata sul lavoro a basso costo degli immigrati sia così incessantemente xenofoba.”

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Tra i tanti dialoghi meritevoli di essere citati mi viene quello di American History X, tra Derek Vinyard (Edward Norton), uscito di prigione dopo aver scontato la pena per l’uccisione di due afroamericani, e il fratello più giovane, Danny (Edward Furlong): “Sono fortunato. Mi sento fortunato perché… Stavo sbagliando, Danny. E non capivo che lo sbaglio mi stava divorando, mi stava uccidendo. Continuavo a chiedermi come avevo fatto a bermi tutte queste stronzate, lo sai? All’epoca ce l’avevo con tutti, e niente di quello che facevo mi dava soddisfazione. Ho sparato addosso a due ragazzi, e li ho ammazzati! Ma non mi ha fatto stare meglio. Mi sono sentito perso, e adesso sono stanco di essere sempre incazzato. Sono stanco di tutto questo”

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Sto parlando di un razzismo finalizzato ad emarginare, a creare confini, o ad eliminare gli “eretici” oppure i fedeli di altre religioni… Gli indesiderati erano eliminati per “il bene” dello stato, come per il fascismo nell’esprimento della bonifica umana razionale, che spostava popolazioni dal nord Italia per portarle a colonizzare il basso Lazio “bonificato” dalle paludi…

E’stato questo il nostro armeggiare con le “razze” e con le stirpi. 

Il razzismo quindi non è solo un fenomeno lontano… di un’altra epoca o di gruppi politici minoritari. E’ sempre presente e può ripresentarsi perché l’essere umano ha dimostrato di avere una certa suscettibilità al razzismo.
Ad oggi nessun biologo serio ritiene fondata l’esistenza delle razze umane. La storia a mio avviso rimane l’unico antidoto serio…

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