Sulle passerelle Magrezze Spettrali, e sui giornali ancora troppe ragazze scheletriche…

anorexia-control.jpgNonostante gli echi mediatici (perlomeno a livello di dichiarazioni pubbliche) gli stilisti continuano a proporci una magrezza in passerella in definitiva mai sparita. E non sono neanche mai sparite dagli scaffali delle boutique e dei grandi magazzini le taglie minuscole. Comprare un abito dalla 46 in poi sembra, perlomeno nei negozi dedicati alla moda casual e giovane, un’impresa…

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Da lì a sentirsi troppo grasse e a non mangiare più, specie per le adolescenti e per le donne più insicure, il passo è purtroppo spesso breve.

Paolo Giordano fa un tweet sulla Milano Fashion Week, puntando sull’eccessiva magrezza delle modelle che sfilano in passerella. Questa cosa l’avevo notata già ad ALTA ROMA dove a mio avviso  la magrezza era cosi evidente da rendere le ragazze dei veri zombie… proprio come sottolinea Paolo Giordano.

E’ indispensabile correre ai ripari, da mamma mi sento preoccupata, queste ragazze sono TROPPO TROPPO MAGRE, di una bellezza tutt’altro che “femminile”😯  Costrette a privazioni e sacrifici assurdi per soddisfare le richieste di agenzie e maison.

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Come aveva denunciato tempo fa la canadese Annika Boron, che a causa delle imposizioni restrittive ha detto addio al mondo della moda. La ragazza si sfogò attraverso un video su Youtube in cui ricordava le umiliazioni cui era sottoposta. Per rispettare le regole imposte arrivò a pesare 49 chili, che per una ragazza alta oltre un metro e settanta è praticamente inaccettabile.

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Giovanissima, si trovò ad avere un rapporto conflittuale col suo corpo e con il cibo: ossessionata dalla dieta, un giorno pianse a dirotto solo per aver mangiato delle patatine fritte, dieci per l’esattezza.

Oggi, Annika ha smesso di sfilare, è tornata alla sua vita e rivolgendosi alle ragazze oggi dice: “Non bisogna essere ossessionati dal peso. È fondamentale avere un buon rapporto con il cibo”

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Ritengo che sfilate e passerelle hanno, indiscutibilmente una loro responsabilità nel promuovere troppo spesso stereotipi di bellezza tutt’altro che sani da imitare… Sopratutto per le adolescenti in fase di sviluppo, che per natura attraversano criticità e cambiamenti legati all’immagine corporea.

La moda, internet o le serate alcoliche, sono temi e contesti di indiscussa responsabilità etica e sociale, non perché “cause” del problema, ma perché rappresentano alcune delle possibili forme in cui la manifestazione di disagio può rendersi visibile e, fare, purtroppo, “moda” …

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“Amati, comunque sia il tuo corpo, perché è tuo ed è bello!”

Antonella

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