Bisogna credere al sole🌞

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Mentre sto scrivendo queste righe, dopo tre giorni grigi è ricomparso il sole, splendido e indifferente alla nostra condizione. Indifferente ma non ininfluente.

Bisogna credere al sole🌞

È stato difficile andare contro la corrente tempestosa di termini come contagi, posti letto e terapie intensive ma, insistendo a far un po’ di silenzio dentro di me, sono riuscita a individuare qualche parola, cui poi mi sono aggrappata, un boccaglio per prendere aria, immersa sotto la superficie del mare spietato di queste settimane.

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Per tutti quelli con cui sono rimasta in contatto, l’ora buia della giornata arriva verso le cinque-sei di sera, in attesa del bollettino della protezione civile, quando senti che sei più sola e la luce che se ne va ti lascia lì come un orfana. Proprio il sole mi ha portato alla prima parola-salvamente, un vocabolo incontrato in un libro: godhuli. È un termine hindi, indica il momento del tramonto, l’ora godhuli, quando dalla natura arriva l’invito a considerare che ciò di cui abbiamo bisogno, è un rifugio e siamo fortunati ad averlo. Il termine contiene un colore, quel rosso-ocra-arancione dell’orizzonte di fine giornata, quando il bestiame torna alle stalle, sollevando una polvere che i raggi obliqui del sole rendono pigmentata, quasi tostata. Quel calore che dà speranza.

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La mia giornata è scandita, e così per tutti, da un fitto rimpallo di messaggi a e da parenti, rivolti ad amici che non sentivo da mesi, colleghi, ex di qualcosa, chi, in un calcolo nuovo, si consideri più fragile, esposto, necessario, grazie a una memoria in cui si sono insediati i sentimenti migliori e non quelli utilitaristici. Ascoltando o partecipando a decine di conversazioni –come va, come stai, come state– cerco la parola che riassuma in sé ciò che si vuole sapere. L’inglese la possiede.

Telefonando, con messaggi brevi o chat di ore, chiediamo la stessa cosa, che ci sia data prova e dettagli sull’altrui ongoingness: la sua continuità nel tempo, la sua progressione esistenziale. Non è la solita richiesta d’informazioni, perché ogni ragionamento o calcolo personale è escluso. È la domanda più umana per l’ora più buia. Ci sarebbe un termine italiano equivalente, andanza, titolo di un diario di Sarah Manguso (NN editore) e in cui si legge il tentativo di prestare attenzione all’evoluzione di ogni singolo istante della (propria) vita.

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Bisogna credere al sole🌞

E’ un vocabolo che è presenza. Da un po’ di tempo –prima dell’inizio della pandemia– raccolgo citazioni che riguardano la nostra stella, quel «vecchio pagliaccio» come lo chiama John Updike. Ce n’è una di D. H. Lawrence, quello dell’Amante di Lady Chatterley. È beneaugurante, dolce, la ripeto a me e agli altri: «Inizia con il sole e tutto il resto piano piano succederà».

ANTONELLA

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