Piccole storie quotidiane: Per un classico sempice bikini👙

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Anche per questa estate cerco il classico semplice bikini👙Quello che più classico non si può… Quel “semplice”, nella mia accezione, si declina in tre diverse caratteristiche che un costume deve possedere per definirsi perfetto: per quanto riguarda il reggiseno, non avere imbottiture, coppe preformate, ferretti, push-up o altre diavolerie; per quanto riguarda lo slip, no a brasiliane, tanga, culotte, sì alle mutande – non so manco io come chiamarle: “tradizionali”? Per quanto riguarda la fantasia, fiorellini, disegni piccoli e discreti, no animalier e paillettes, strane applicazioni, cafonate simili.

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Per una bizzarra legge della fisica secondo la quale meno orpelli vuoi, più orpelli troverai, unita al desiderio di andare a colpo sicuro senza dover perdere ore in giro in una Roma torrida, da brava maniaca del controllo ho iniziato con una ricerca preventiva online, e già lì ho capito che quest’anno sarebbe stata più dura del solito.

Armata di pazienza e con quattro possibili brand candidati ad aggiudicarsi l’ambito trofeo di “bikini con cui trascorrerai l’estate”, alle dieci del mattino di un anonimo giovedì, ho scoperto che quello più convincente aveva il negozio chiuso per rinnovo locali. Una giornata in salita 🙁 Già nel secondo comincia a prendere forma il problema: c’è il sopra, non c’è il sotto. A ogni mia domanda «scusi, di questo reggiseno c’è lo slip?», la risposta puntualmente è «no, mi spiace, solo la brasiliana».

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Ma come? Ma perché?

In un impeto di problem solving, mi guardo in giro e vedo delle mutande tinta unita vendute singolarmente: alè, gaudio, giubilo, esistono ancora! E se ne abbino una rossa non sta nemmeno male! «Ma posso prendere solo il reggiseno con questi slip rossi, anziché la sua brasiliana?». «Eh no!». «Ah, no?». «Eh no, se non sono i suoi slip no».

Allora tento in extremis con la logica: «Ma i suoi slip non ci sono». «C’è la brasiliana, è la stessa cosa». No che non è la stessa cosa, che diavolo vai dicendo? Chi si è arrogato il diritto di stabilire che la brasiliana vince sullo slip?

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Mi viene prospettata la soluzione: comprare il costume così com’è, e pure le mutande che voglio io. Buttare la brasiliana, tenere le mutande. Ma si tratta di principio (nonché di budget), e non voglio cedere: fuori il secondo, avanti col terzo. Qui i reggiseni sono quasi tutti imbottiti o preformati, e tocca scartabellare un bel po’ per esultare «It’s a match!»: ne trovo cinque con le imbottiture estraibili, quattro dei quali – oltre all’immancabile brasiliana, hanno lo slip abbinato.

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Nei camerini l’aria condizionata è praticamente inesistente, io ho la mascherina, sono infastidita, in ritardo sulla tabella di marcia, vittima di un incessante vesti-svesti-rivesti, sudata da far schifo. Le mutande sono grandi, chiedo un’extra-small, l’extra-small non esiste. «Posso vedere?», domanda la commessa invadente, io le dico no, guarda, non è un bello spettacolo, fidati, ma lei tira comunque la tenda e dopo avermi scrutata sentenzia un «proviamo la brasiliana, che è più piccina?». No vabbè!

Per un classico sempice bikini...

Fatico a comprendere quando, e per mano di quale individuo, la brasiliana sia diventata il nuovo sexy: abbiamo passato anni e anni a puntare le nostre carte migliori sul décolleté e ora, senza che ce ne accorgessimo, è diventata tutta una questione di cu… Devo arrendermi alle evidenze: viviamo in un mondo in cui con un push-up o una coppa preformata inganniamo il top, e demandiamo a un misero triangolino di tessuto la (s)copertura di bottom che nel migliore dei casi  sono sodi e scolpiti, ma che comunque pretendono di essere esibiti.

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Un mondo in cui,  «i reggiseni sono imbottiti per non far vedere i capezzoli: sai, per molte è imbarazzante». O forse è l’algoritmo di Instagram a provare imbarazzo, dunque si aggira la potenziale censura con protezioni extra, sia mai che non si carichi la foto dove sono appena uscita dall’acqua, sensuale e gocciolante.

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Da persona che a vent’anni prendeva il sole in topless senza vergogna alcuna, trovo la cosa vagamente paradossale (seno/capezzoli no, sedere sì: secondo che criterio?) Stremata, cambio negozio e mi gioco l’ultima possibilità, o la va o la spacca. In un ipotetico romanzo storico, la scena sarebbe stata raccontata più o meno così: «Avete un bikini normale?», la sventurata domandò. «Cosa intendi per normale?», il commesso-censore ribatté. Rischiando una denuncia per sessismo/classismo/razzismo nei confronti dei costumi da bagno (aggettivo scivolosissimo…), la sventurata elencò le linee guida che ormai conosceva a memoria.

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Ma, nonostante i tentativi del commesso-censore di sviarla – «Questa è una preformatura, non un’imbottitura, quasi non te ne accorgi!», «Le nostre brasiliane non sono come le altre, fidati», la sventurata non cedette e conquistò non uno, bensì due bikini normali, o semplici che dir si voglia. «Sono in promozione, ormai questi modelli non vanno più», sentenzia il commesso-censore battendo lo scontrino, «tutte vogliono la brasiliana!».

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Avrei voluto rispondere che tutte non sono io; che vacci in giro tu, con la brasiliana, poi ne riparliamo; che la moda sa essere perfida in tanti piccoli modi, ma il sole era alto nel cielo, il mio grado di sopportazione arrivato al massimo e il mio desiderio di tornare a casa non quantificabile.

Pareo e copricostume non deve mai mancare nella valigia dell’estate (2)

Alla fine, insomma, ho sorriso, afferrato il sacchetto, e mi sono schiacciata un cinque virtuale per la spesa irrisoria (70€ per due costumi normali, fantascienza!). In macchina ho scritto a un paio d’amiche perché avevo bisogno di conforto e di rinforzi positivi: sì, hai ragione, mi hanno confermato, siamo sotto scacco della brasiliana e dei reggiseni rinforzati, tu sei riuscita laddove tante prima di te hanno fallito.

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Non sappiamo quando è avvenuto un simile cambio di tendenza, probabilmente eravamo impegnate a fare altro, e non abbiamo attribuito l’opportuna gravità alle avvisaglie che da più parti stavano giungendo, probabilmente abbiamo distolto lo sguardo e sottovalutato la presa delle mutande infra-chiappa.

Non succederà più, mi prometto varcando la soglia in uno stato semi-liquido. Sollevata, sì, ma anche un po’ in ansia: estate 2021, io ti sto già temendo parecchio.

ANTONELLA

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