E l’indipendenza? E l’emancipazione? E la parità? E il femminismo?

 

E l’indipendenza? E l’emancipazione? E la parità? E il femminismo?

E che pizza… Sì, che pizza.

Perchè sento sempre tirare in ballo parole fondamentali per la nostra indipendenza, davanti a immagini dove l’indipendenza non c’entra nulla?
Il femminismo è stato necessario e fondamentale quando alla donna non era dato accesso al voto. Quando era sconveniente che lavorasse. Quando la sua opinione contava meno di quella di un uomo. Quando i suoi desideri non erano socialmente considerati. Quando il suo orgasmo era tralasciabile. Quando era imposto solo un modello di donna perfetta, e chi usciva da esso non meritava non solo un marito, ma nemmeno una pacca sulla spalla.
Il femminismo oggi è fondamentale per ricordarci che non deve esistere più una persona considerata inferiore per i suoi organi genitali. Che non esiste una supremazia di genere, ma due generi totalmente alla pari, in quanto a diritti sociali.
E femministi dovrebbero esserlo tutti, pure gli uomini. Soprattutto gli uomini.
Ma queste immagini non c’entrano niente con il femminismo.
E quando vi infastidite perché vi versano l’acqua al ristorante, quando alzate gli occhi al cielo se vi aprono la portiera della macchina perché stanno minando la vostra emancipazione, quando urlate che lavorate e che quindi vi sentite comprate da una cena pagata e scomodate la parità dei sessi, sappiate che questi gesti si chiamano attenzioni. E quando tra dieci anni saranno scomparse per non infastidire la vostra indipendenza, allora potrete prendervela solo con voi stesse. Quando saprete fare tutto da sole ma desidererete l’attenzione altrui, un gesto galante, un complimento, sappiate che avete (anche noi che l’abbiamo permesso) ucciso il romanticismo.

Dio benedica gli uomini che ne hanno ancora.

ANTONELLA

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