E SOPRATUTTO SARAI UNA DONNA RAGAZZA MIA…

Tutte le volte che sento parlare di “uguaglianza di genere” mi sale un brivido lungo la schiena.  Il sessismo è un’abitudine, una consuetudine, ormai assimilata da maschi e femmine, in generale.  Tanti piccoli atteggiamenti, non servono fatti eclatanti, che accadono quotidianamente. Situazioni normalizzate, date per scontate, ovvie, spesso anche per le donne stesse. Ero una bimba eppure conoscevo già la sensazione dell’ingiustizia, quella che ti fa dire “questo è ingiusto, questa cosa non è giusta”. Volevo raccontarvi tutto questo. Perché talvolta non lo sappiamo neppure ma dietro a ogni diritto c’è un battaglia e dietro a quella battaglia ci sono vite e corpi, che hanno permesso a quel diritto di nascere o esistere.

Nessuna causa è persa perché non esistono cause perse ma solo cause che devono ancora essere combattute.

Nel corso dell’ultimo mezzo secolo, hanno tentato di promuovere la parità di trattamen- to, e ci sono motivi per ritenere che semplicemente insistere con l’approccio degli ultimi decenni, nonostante i progressi raggiunti, non sia più sufficiente. È arrivato il momento di dare risonanza a queste barriere, spesso nascoste, e applicare soluzioni innovative per superarle.

  • Subire discriminazioni che derivano da stereotipi sessisti come avere limiti, non poter accedere ad avanzamenti, a posti dirigenziali, essere sottopagate, non avere gli stessi scatti di livello rispetto ai colleghi.

  • Ritrovarsi con colleghi che esibiscono complicità da caserma, assistere a battute volgari e sciocche, modi per banalizzare l’autorevolezza di una donna, rimetterla “al suo posto”, ridefinire i ruoli. Ricevere insinuazioni legate alla sessualità, ammiccamenti…
  • Sentirsi chiedere a un colloquio di lavoro se si ha intenzione di avere figli, rischiare il posto in caso di maternità, trovare cambiamenti al rientro.
  • Capire di non essere considerata attendibile, autorevole come un uomo. Veder richiedere la presenza di un lui per avvalorare le nostre idee, decisioni, comportamenti, competenze.

Ecco. questo e molto altro ancora è. Essere messa in disparte, non avere voce in capitolo, non riscuotere credibilità, non avere responsabilità. Ricevere atteggiamenti di sufficienza, arroganti o di falsa cortesia finalizzati a mettere in discussione le capacità professionali. Possiamo pensare che l’uguaglianza di genere inizia da noi, nel quotidiano, dalla consapevolezza, dal modo in cui ci poniamo verso l’altro sesso. Passa dalla collaborazione e dalla solidarietà femminile (non certo dalla competizione per la conquista di un maschio) e dalla possibilità che diamo agli uomini di comportarsi diversamente con noi, nel definire cosa permettere loro. Non accettando e aderendo in modo acritico a modelli, convenzioni e banalità che ci ingessano e banalizzano, ci vogliono tutte uguali, in ruoli limitati e corpi identici.   

ANTONELLA

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