Mamma, come stai?

  

Mamma, come stai?

È la stagione delle piogge per tutti, anche per chi si sente al sicuro, perché di sicuro resta poco. L’indicatore di insicurezza per me e’ mio figlio che mi chiede “Mamma, come stai?”, quando accade so che sono guai, perchè in condizioni normali è una domanda che non lo sfiora lontanamente.

Mamma, come stai?  Vale a dire: mamma, come stiamo? Stiamo bene, perché è vero, ma è la stagione delle piogge per tutti, anche per noi che siamo al sicuro. Stiamo che è difficile continuare a scherzare su quel modello di mascherina che trasforma chi lo porta in Yoda, stiamo come le madri fuori dalle scuole (quelle ancora aperte)… donne du du DA DA Da, in mezzo a una via…

Stiamo che ci adattiamo, sapendo però che lo spirito di adattamento è la salvezza ma anche la condanna dell’uomo: si sopravvive al peggio, ma si fa anche l’abitudine al peggio. Stiamo che non ho mai sentito una pesantezza così profonda, capillare, storica; stiamo che intorno a me si  perde il lavoro, anche chi ce l’ha lo sta perdendo nella forma in cui lo conosceva. Stiamo che la retorica del trasformare una crisi in un’opportunità ha preso la mano a questo 2020.

Stiamo che andrà tutto molto bene a pochi, benino a chi andava bene, di merda a chi andava benino e via così in un domino a perdere…

ANTONELLA

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