Crescere in una famiglia a “violenza zero” vuole dire avere più possibilità di non accettare violenze di altri!☮️

Crescere in una famiglia a “violenza zero” vuole dire avere più possibilità di non accettare violenze di altri!☮️

Il problema non è l’informazione. L’informazione c’è. Sono anni che sui quotidiani e in rete si parla di femminicidio.  Sono anni che – soprattutto sul web – si racconta l’emergenza, in un continuo ripetersi di statistiche, di narrazioni, di volti, di luoghi, di appelli… Ed è agghiacciante quello che ho appena scritto: io, donna e mamma, quasi mi sto abituando all’emergenza. Quasi mi sto abituando all’idea che ogni tre giorni  una donna venga ammazzata da un uomo.

La domanda è: ma noi cosa possiamo fare?E in quel “noi” vorrei mettere tutti, e in effetti ci siamo tutti, uomini donne bambini, chiunque, ma in questa sede vorrei chiedere: noi genitori cosa possiamo fare?

Noi, che ci stiamo occupando dell’educazione dei nostri figli, e che ci preoccupiamo che dicano buongiorno, buonasera, grazie e per favore, che cosa possiamo fare perché da due classi piene di assassini si passi a due scarse, e poi magari ad una sola, e poi magari ancora meno?

Noi, che sappiamo tutto di come si cura la varicella e di come si mette a nanna un bambino, e sappiamo a memoria i passi del saggio di danza e le frasi della recita che i nostri figli faranno a fine anno, come possiamo farli crescere sani, rispettosi, non violenti e in grado di riconoscere e di denunciare gli abusi?
Noi, che forse non ce ne rendiamo nemmeno conto, ma dai nostri figli veniamo costantemente ascoltati, osservati e soprattutto imitati, sappiamo quali sono le frasi da non dire e i comportamenti da evitare? Sappiamo, fin dal primo momento, dove risiede il germe della discriminazione e della violenza?

E, se non lo sappiamo, c’è qualcosa che possiamo fare per imparare, e per crescere anche noi con i nostri bambini?
Noi, che adoriamo ogni centimetro dei nostri figli, che ridiamo ad ogni loro battuta, e che ci butteremmo nel fuoco per difenderli, abbiamo il coraggio di capire che anche le nostre meravigliose creature potrebbero un giorno diventare uomini violenti o donne picchiate?

La mia amica Carol, che non vive in Italia da tanto tempo, mi ha scritto: “Tutto comincia con l’esempio. Crescita in una famiglia a “violenza zero” vuole dire avere più possibilità di non accettare violenze di altri”. Sacrosanto.
E quindi la domanda è: noi genitori possiamo fare qualcosa?
Bene raccontare le storie, bene usare la parola “femminicidio” per sottolineare il problema, bene pubblicare i volti delle vittime e anche dei carnefici, ma ora, una volta capito che siamo in una situazione di emergenza, possiamo fare qualcosa perché fra 20 anni non ci ritroviamo a fare gli stessi elenchi, gli stessi dossier, le stesse denunce?

Possiamo aiutare i genitori di oggi a crescere figli felici, non violenti e consapevoli dei propri diritti?
Possiamo passare dall’osservazione atterrita dell’oggi alla costruzione positiva del domani?
Io dico di si,  se noi ci dimenticheremo che quel domani lo stiamo costruendo ogni   giorno, ogni sera, ogni mattina, ogni volta che parliamo con i nostri ragazzi !

ANTONELLA

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