Positività come prerogativa🧭 This crazy little thing called Life.

Positività come prerogativa🧭 This crazy little thing called Life. 

 

Sto sentendo e leggendo attacchi minati e sparsi alla positività in questi giorni. Giusto perché appunto non abbiamo abbastanza bollettini di guerra di giornali che trasmettono numeri di morti per l’ennesima epidemia, o soprusi sugli animali e sui più deboli, o ingiustizie perpetuate nei confronti di chi è senza difesa. Una delle cose che mi dicono sempre è che sono una persona positiva.
Ma cosa vuol dire essere positiva?

Viviamo in questo meraviglioso anno domini duemila, in cui la vita pubblica è confusa labilmente in quella privata come un perfetto acquarello ben mesciato. In cui tutti sanno sapere tutto, la tuttologia è la nuova forma di non rispetto dilagante.
Quindi ci sta: la faccio facile io… 

In quattro righe vi faccio un quadro verosimile di ciò che mi appartiene in quanto mio passato, ed io amo essere carica di bagagli, per cui ogni dolore lo tengo stretto perché solo così saprò come affrontare le emozioni che come delle onde lunghe prima o poi arrivano sempre.  La positività è la prerogativa di pensare che c’è speranza. Che le cose cambiano. Che l’Universo ascolta e se è un po’ distratto, ascolterà. Che siamo già così pieni di abbondanza che se dovessi mettere tutto su una bilancia, i nonostante tutto sarebbero in negativo, mentre la gratitudine sgorgherebbe come un fiume in piena.

LA positività si sceglie. NON è avere un sorriso sempre stampato. NON è non permettersi di cadere. NON è non rompersi in mille pezzi.

Questo mondo, questa classe politica ci vuole tristi. Perché da tristi siamo più manipolabili. Compriamo di più, spendiamo di più e siamo più incazzati. Se scegliamo invece di pensare sempre che c’è un punto di sutura tra i nostri desideri e la realtà, la gioia sarà la nostra ricompensa. E non è illusione, ma matematica.

 Poi sapete che c’è?
Un giorno nemmeno troppo lontano perché questi attimi corrono impazziti come Furia cavallo del west, non ci saremo più.  Vale la pena lasciare che i pensieri negativi ci tolgano solo anche un secondo di felicità con queste anime che sono la nostra vera ricchezza?

No. Assolutamente No.
Stringiamoci di più, vogliamoci più bene. Ricordiamoci. E permettiamoci il lusso enorme di scegliere la positività come prerogativa.

Promesso? Che ne dite?

ANTONELLA

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