ETRO alla Milano Fashion Week Fall/Winter 2021/2022✴️

ETRO alla Milano Fashion Week Fall/Winter 2021/2022✴️

Veronica Etro, direttrice creativa della linea femminile del marchio di famiglia, prende ispirazione da Rudolf Nureyev e Jimi Hendrix per una collezione che rompe ogni regola residua della forma e dell’usi dell’abbigliamento. Ricordando la libertà creativa da cui nasce la sua storia. Oltre le regole con uno spirito di libertà pensando a Rudolf Nureyev e a Jimi Hendrix: con un approccio anticonformista, Veronica Etro ribalta la moda di Etro in una collezione autunno inverno 2021-22 che, con questo trattamento, riesce a raccontarne l’essenza e la provenienza. Gimmo Etro ha fondato la sua azienda nel 1968, anno in cui lo spirito della libertà aleggiava ovunque e non solo nelle manifestazioni studentesche e operaie, e dava una sensazione di speranza per il rinnovamento che prometteva (poi la speranza fu tradita ma questo è un altro discorso e, soprattutto, non è colpa di Etro).

Veronica Etro di questa origine prende la capacità di rompere le regole e anche una certa spregiudicatezza dell’approccio. Infatti, la sua ispirazione proviene dal guardaroba di due uomini. Il primo, Rudolf Nureyev, è stato un uomo molto complesso: non è stato semplicemente un ballerino, né banalmente la sola reincarnazione di Nijinsky: è stato un semidio supereroe che ha trasformato il passo «en l’air» non in un’elevazione ma in un volo (indimenticabili e perfino commoventi le sue «ronde de jambe en l’air» quando sembrava un Mercurio/Cupido volante con le ali ai piedi).

Il suo personaggio nasce dopo che ha avuto il coraggio di rompere con il suo Paese, l’Urss, e rimanere in Occidente, contro ogni aspettativa, e lui lo coltiva con la sua arte e con il suo spirito che lo portano a concepire un’estetica capace di rendere glamorous perfino la tenuta che indossa nella sala prove, un minimalismo che contrasta con la richiesta all’architetto massimalista italiano Renzo Mongiardino di arredare la sua casa di Parigi. Il secondo, Jimi Hendrix, è stato un musicista che è andato oltre la musica perché ha creato un’estetica inedita. Ha composto i suoi pezzi trascrivendo la musica barocca di Georg Friedrich Händel e trasformandola in quel suo meraviglioso rock sinfonico che poi è stato ripreso da Prince (che gli ha preso anche il modo di vestire).

Si capisce come da questi riferimenti Veronica Etro abbia ricavato una collezione invernale di Etro che necessariamente ha rotto le regole del vestire solito, tanto più che quest’anno passato in cattività pandemica ha insegnato a tutti che non esistono più regole ma molte eccezioni anche nel modo di vestire. «Ho voluto una collezione preziosa per una donna che vive il proprio quotidiano e che sceglie di uscire dalla propria comfort zone» dice Veronica Etro per spiegare i suoi anorak che diventano abiti o gli abiti che diventano T-shirt, magari ampie e in maglia metallica stampata con i motivi paisley. E gli abiti stretti in vita con cinture che hanno fibbie in metallo grandi e intarsiate, i jeans lavati, i completi maschili tailoring, i leggings, i bomber, i parka, i piumini. E gli stivali ricamati con gli stessi ricami che si ritrovano sugli abiti come quelli di Hendrix, o i maglioni avvolgenti come le liseuses di Nureyev. Insomma, una collezione che ricorda il carattere indipendente e fiori regola di quando nel 1968 Gimmo Etro inaugurò la sua moda con una cravatta stampata con i paisley: all’epoca fu una rivoluzione.

Federica

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