🌹♀️8 MARZO 2021♀️🌹

🌹♀️8 MARZO 2021♀️🌹

MIMOSA

In un giorno del calendario che ricorda al mondo, ogni anno, conquiste sociali, economiche e politiche delle donne ma anche discriminazioni e violenze nei confronti dell’universo femminile, come in un tempo “sospeso” che chiede nuove riflessioni sul valore dell’esser donna. Dopo un 2020 drammatico, tra paure e incertezze e prospettive imprevedibili a causa della pandemia, cerco un orizzonte di senso per stringermi a tutte quelle donne dell’accoglienza e dell’impegno, della competenza e della dedizione, spesso senza “riflettori” e clamore.

Vorrei credere che l’insidioso virus, mutato e ancora mutante, possa aver portato nel cuore di tutti un cambiamento di visioni e priorità di vita. Vorrei pensare che abbia messo un po’ di ordine nella nostra società, riposizionando equilibri in famiglia, nelle relazioni personali e nei luoghi di lavoro.
Per augurare ad ogni donna di poter affermare il proprio talento e la propria autodeterminazione senza, tuttavia, perdere le caratteristiche della tenerezza e dell’amore. Il linguaggio della femminilità che, da sempre, muove il mondo. È una speranza. Un viaggio senza sosta e senza tempo. Perché celebrare la festa dell’8 marzo, quest’anno, sembra, forse, proprio un azzardo. Il 2020 si è chiuso con dati inquietanti, per le donne. A livello globale. Tante donne hanno perso il posto di lavoro: “La nostra economia non può riprendersi a meno che le donne non partecipino alla forza lavoro”. Donne da considerare “risorsa”, non categoria “da proteggere”.  Ma motore di crescita.

Mentre non ha fine l’incremento dei femminicidi. Persino durante il periodo più buio dell’isolamento in casa, nel silenzio delle mura domestiche, per le donne è aumentata la paura. Triplicato il dato della violenza. E anche fuori dalla “prigione” della casa, quelle donne sono sole.
Per mitigare questi dati non sono ancora sufficienti il rafforzato quadro normativo e le molteplici iniziative di contrasto alla violenza.

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Come festeggiamo, dunque, l’8 marzo?

Nel disorientamento che ha travolto l’umanità, nell’incertezza e nell’imprevedibilità dell’attuale contesto culturale, economico, sociale e sanitario, la pandemia ci pone davanti allo smarrimento. Senza distinzione di genere. La morte e la vita mai così vicine per tutti. La crisi sanitaria ed economica ha gravi impatti sul benessere psicologico di tutti noi…  Si può sconfiggere il virus solo aprendo il cuore, guardando oltre la ragione. La fragilità è condizione profondamente umana e naturale. L’accoglienza, la tenerezza, la pazienza e il coraggio delle donne possono donare speranza ad una vita che trova forza nel bisogno dell’altro, per immaginare un futuro diverso e possibile. Vivendo nel presente con la forza dei sentimenti.

Auguri alle donne! Donne che vanno incontro alla vita. Recuperando, forse  la rotta per non smarrirsi nel “grande mare dell’essere”. “E quindi uscimmo a riveder le stelle”… recitava Dante!

A noi Uomini e Donne. Con la rivoluzione silenziosa del ❤

 

Antonella

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