Calcola il tuo GENDER PAY GAP💸

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GENDER PAY GAP COS’È E PERCHÈ È COSÌ IMPORTANTE PARLARNE…💸

Con gender pay gap si intende il divario o la differenza di retribuzione tra due persone di sesso diverso a parità di mansione professionale svolta. Il gender pay gap è quindi quella “quota” di stipendio che deriva non dalle capacità, dalla proattività o dalle performance, ma solo ed esclusivamente dal genere di appartenenza. In teoria, il divario di retribuzione tra individui dovrebbe essere stabilito in base a vari parametri. Tra questi possiamo citare le ore di lavoro, il tipo di occupazione, i percorsi di formazione svolti, e le esperienze pregresse. Nella pratica delle cose, purtroppo, non è così. La meritocrazia, infatti, viene quasi sempre scalzata da altri fattori che influenzano le retribuzioni. Uno di questi fattori è proprio la differenza di genere.

Ad esempio, negli Stati Uniti la retribuzione media delle lavoratrici donne corrisponde a circa il 78% dello stipendio medio maschile. Una differenza vistosa e non giustificabile.

Gender Pay Gap: quanto incide sulla qualità della vita💸

Le formule per il calcolo del gender pay gap sono molte, possono variare per provenienza geografica, mansione, ruolo o anche da una singola organizzazione/azienda a un’altra. Il gender pay gap, oltre a essere un problema dal punto di vista sociale, lo è per quanto riguarda la produzione economica. Implica infatti che le donne hanno maggiori probabilità di dipendere da un sostentamento di tipo previdenziale, soprattutto in età non lavorativa quale la vecchiaia.

Quanto guadagni in meno rispetto al tuo compagno di stanza maschio? Per saperlo con la massima precisione possibile ci si può collegare al sito della Commissione Europea, Gender pay gap calculator. La differenza salariale tra uomo e donna, all’interno dello stesso Paese, può variare infatti moltissimo a seconda dell’età, del tipo di lavoro, del ruolo ricoperto e del titolo di studio. Al Gender Gap dedica un accurato approfondimento oggi il sito inGenere, dedicato all’economia vista dal punto di vista femminile. Nell’Unione Europea in media le donne che lavorano guadagnano il 18% in meno degli uomini. Per l’Italia la media scende però al 4,9%, la percentuale più bassa dell’Unione Europea. Insomma, sorpresa: una volta tanto siamo i primi, e non per un aspetto negativo. D’altra parte bisogna però ricordare che l’Italia è il Paese europeo con il tasso più basso di occupazione femminile (solo Malta ne ha uno inferiore): si attesta a circa il 47%, lontanissimo dal target di Lisbona del 60%.

 

La differenza salariale del 4,9% si riferisce però solo alla retribuzione oraria. Le distanze aumentano se anziché considerare la retribuzione oraria si considera la retribuzione mensile o annua. “Le donne tendono infatti a lavorare meno ore rispetto agli uomini perché scelgono lavori con orari più brevi (es. insegnanti), sono maggiormente occupate in lavori part-time, sono meno disponibili al lavoro straordinario”, si legge su inGenere. E quindi, se si considera il reddito lordo annuo, “le donne percepiscono tra il 50% e il 70% di ciò che guadagnano gli uomini”.

Gender pay gap calculator

Il gioco può continuare a lungo… Quando diventerà realtà?

 

ANTONELLA

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