La mia crescita professional-sentimentale si è basata su tre sciocchi aforismi…

La mia crescita professional-sentimentale si è basata su

tre sciocchi aforismi…

Gli esami non finiscono mai.

Ogni volta che faccio qualcosa di impegnativo mi parte la colonna sonora di Flashdance e mi si materializza l’ingessatissima commissione del balletto finale: con il tipo che fuma il sigaro, il nerd col covid, la segretaria secca… sono tutti lì a guardarmi dall’alto in basso, un poco annoiati, un poco schifati.  Ma perché mai non dovrebbero finire mai gli esami? Io imparo anche senza esami, lo giuro, leggo un libro anche senza interrogazione per dirne una, non ce la faccio a pensare alla vita come a una performance continua con le palette dei voti. Non ce la faccio più a tenere ‘sti minchia di scaldamuscoli.

Tutti siamo utili, nessuno è indispensabile.

Di solito te lo dice qualcuno che si sente indispensabile… Io, come tanti della mia generazione, sono cresciuta con questa spada di Damocle, il lavoro fatto massima di buon senso. A pensarci, è il concetto stesso di utilità ad essere strumentale e cinico. Nella scorsa maternità ricordo un mix di ansia e gioia, la bolla con il mio bambino mentre il mondo va avanti, nella speranza che vada avanti non troppo bene senza di me. È solo un esempio, ma vale per spiegare l’insinuante e persistente senso di colpa di chi resta indietro, mi correggo, di chi potrebbe restare indietro. Io non so se sia l’ età, ma oggi il pensiero di non essere indispensabile mi sembra un privilegio, una liberazione: dimenticatemi, sostituitemi, al mio posto metteteci un gorilla che comunica con i segni, una bambola gonfiabile, uno spaventapasseri, fate un po’ come vi pare, avrete i vostri motivi.  Se hai un posto che pensi costantemente di poter perdere, che sia un posto di lavoro o un posto nel mondo, allora non è il tuo.

Una coppia finisce quando ci si dà per scontati.  Quando ci si “siede”.

Forse questa l’ho fraintesa, l’ho presa talmente alla lettera da autoinfliggermi il terrore dell’amore alla stagione dei saldi e l’ho pagata cara. Io non stavo, mai, rilanciavo stupidamente sempre, forzando le richieste, in un crescendo che non prevedeva pace e riposo. In coppia non ci si siede, in coppia ci sono solo posti in piedi, pensavo, che minchiona, ragazzi. L’amore, quando funziona, ha molto col darsi per scontati, nell’accezione dell’esserci l’uno per l’altra senza dubbi, se io allungo il mio braccio nel letto è scontato che ti trovi, come è scontato che domani sorgerà il sole, che il caffè quando sale nella moka gorgoglia, che l’ultimo mandarino è quello che fa schifo e quindi devi mangiartene un altro per pulirti la bocca. Scontate come le abitudini che non ti vengono a noia.

Come i tuoi pelosetti, che anche con una casa enorme a disposizione, staranno sempre nel metro quadro intorno a te. Scontato come un dato di fatto, un principio della fisica, quei principi della fisica che regolano il mondo.

ANTONELLA

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