Il nulla assoluto davanti ad un caffè☕

Il nulla assoluto davanti ad un caffè☕

C’è una tizia che, a metà mattina si siede davanti ad un caffe’ a godersi dieci minuti di nulla assoluto.
Quella tizia sono io, e questi sono i miei dieci minuti di sacro nulla.
Poco fa, alzando lo sguardo, ho notato un’altra donna seduta davanti a me intenta a svolgere la mia stessa attività: abitare la sua  solitudine prima di rituffarsi nella corrente delle cose. Avrei voluto farle un cenno, dirle Ehi, sorella, ma la regola delle regole è che non si disturbano gli altri solitari.
E mentre ascolto i messaggi sgranocchiando qualcosa, mi godo la leggerezza di questo non-luogo, guardando la vita che scorre senza di noi. Perché noi, in quel momento, non ci siamo per nessuno.
Sono dieci minuti che non fanno male. La terra non invertirà la sua rotazione, il partner non chiamerà le forze speciali e i figli non si sentiranno abbandonati.
Sono dieci minuti che non fanno male a nessuno ma fanno bene a noi.
E mentre la terra continua a girare, nessuno ha segnalato la nostra scomparsa a Chi l’ha visto? e nessun figlio è rimasto traumatizzato, rimettiamo in moto e torniamo ad abitare le nostre vite, con in petto quella minuscola sensazione di libertà che ci fa ancora sorridere mentre canticchiamo un pezzo trasmesso alla radio.
(Questo piccolo post era nel cassetto da un po’. Poi, ieri, ne ho letto uno che parlava proprio di questo in un gruppo di amiche imperfette, simpatiche e accoglienti, e voglio ringraziarle perché mi fanno sentire meno sbagliata)

ANTONELLA

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