Lo spot “ESSELUNGA” colpisce dritto al cuore e narra qualcosa che ha il potere di aggiungere dolore ad un dolore che già c’è!

 Lo spot “ESSELUNGA” colpisce dritto al cuore e narra qualcosa che ha il potere di aggiungere dolore ad un dolore che già c’è!

A molti lo spot non piace perché costringe gli adulti a riconoscere che nessun bambino è felice quando due genitori si separano e, anche nelle migliori situazioni, c’è sempre un dolore profondo che abita il suo mondo interiore. Il gesto di donare la pesca racconta questa sofferenza inespressa e il desiderio di riallineare l’intesa tra due genitori che non sono più coniugi… E’ decisamente una narrazione “perturbante” quella proposta da questa pubblicità.

Non permette agli adulti di rimanere in una finta “comfort zone”. Ci narra una storia che molti di noi vivono quotidianamente e ci tocca il cuore perché ci fa capire quante cose ci sono nei gesti e nei silenzi dei bambini e dei figli.

All’ipermercato, la mamma perde di vista la bambina e la ritrova al reparto ortofrutta: stava cercando una pesca. “Se vuoi una pesca me lo dici”: la mamma fa capire alla figlia che non si scompare dalla vista e dal controllo genitoriale in un luogo dispersivo e affollato.

Le emozioni della mamma sono visibili anche ben esplicitate dalle sue parole. Quelle della bambina restano invisibili. Quel gesto apparentemente trasgressivo e fuori dalle regole, nasconde un bisogno che la bambina non sa raccontare a parole. Mamma e papà infatti sono separati. Lei vuole donare quella pesca a papà, quando lui la verrà a prendere e dirgli che è stata la mamma a sceglierla per lui e a volergliela far avere tramite la consegna da parte sua.

La pesca racconta un bisogno grande della bambina che lei non sa o non può raccontare a parole. Simboleggia il desiderio di riallineare l’intesa tra due genitori che non possono essere più coniugi. E’ un simbolo di mediazione famigliare, quella che dovrebbero fare i genitori a favore dei figli, ma che spesso vede i figli impegnati in un compito che ai loro genitori riesce difficile e non sempre possibile.

C’è un dolore profondo che abita il mondo interiore di un bambino quando mamma e papà si separano. E’ un dolore che viene attraversato e gestito attraverso fantasie di riappacificazione, gesti maldestri che vorrebbero rimettere insieme ciò che il principio di realtà ha diviso. Non è colpa dei bambini faticare a comprendere i motivi per cui due genitori si lasciano. E’ una conseguenza inevitabile dovuta al frantumarsi di quel senso di protezione e sicurezza che ogni separazione coniugale porta con sé nella vita dei figli, quando essi sono presenti e coinvolti dalla fine della storia d’amore di chi li ha messi al mondo.

Si parla tanto di alleanza genitoriale e lavoro di squadra…  seppur in tempi di femminicidi ad oltranza…  Affido condiviso? Ancora no grazie!

La sola cosa da fare care mamme e’ insegnare ai nostri figli che alcuni dolori nella vita non si possono evitare. Però si possono attraversare, elaborare e superare. Non è un’impresa facile amiche mie,  dovrete essere capitane sorridenti e coraggiose dentro una tempesta che dovrete imparare ad addomesticare.

Anche nelle migliori separazioni, i figli fanno vivere ai genitori tanti attimi di tempesta. Ma dopo la tempesta arriva sempre il sole!

ANTONELLA

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